Pochi giorni fa ha avuto il primo seguito concreto la partnership siglata tra Socfeder e la scuola di formazione professionale della Città dei Ragazzi (CdR), il cui compito è accompagnare i giovani al mondo del lavoro.
L’obiettivo è quello di investire sui giovani e sul loro futuro. Favorire l’inserimento dei ragazzi nelle aziende del territorio senza dimenticare la sostenibilità proprio in un settore – quello della siderurgia – solitamente non annoverato fra quelli a basso impatto ambientale.
L’azienda ha deciso di donare alla scuola ferro ed altri metalli necessari per le attività pratiche dei laboratori dove gli allievi, come se fossero in azienda, imparano la saldatura, la fresatura e la tornitura utilizzando macchinari e materiali del tutto simili a quelli delle tante officine del territorio. Tra i primi risultati visibili anche nella foto, uno sgabello saldato coi materiali di Socfeder e recuperando dei scii dismessi.
La collaborazione, però, non si ferma qui.
“La partnership tra Città dei Ragazzi e Socfeder” spiega Claudio Testi, l’amministratore unico dell’azienda “ci permette di raggiungere tutti e quattro gli obiettivi della nostra Bussola aziendale, la nostra guida nelle scelte quotidiane.
- Il primo è ambientale, mettendo in atto un’economia circolare di valorizzazione degli scarti;
- il secondo è sociale, stimolando i ragazzi a lavorare in maniera attiva e dandogli opportunità nuove;
- il terzo è economico, attivando tirocini in azienda e rendendo possibili nuove collaborazioni lavorative;
- il quarto è culturale, entrando in contatto con una realtà che porta grande valore formativo al territorio e non solo.”
Sia CdR che Socfeder sono attive sul territorio da tempo e hanno sempre messo al centro il territorio locale e la felicità di tutta la comunità.
“Siamo convinti – commenta Massimiliano Morini Direttore della CdR- che attraverso queste collaborazioni fra mondo della formazione e imprese si possano affrontare le sfide del territorio. Innovazione e sostenibilità devono procedere insieme mettendo al centro i giovani e il loro desiderio di trovare ne lavoro non solo un sostentamento ma anche il luogo di integrazione, indipendenza e soddisfazione personale. Solo così possono sentirsi parte attiva della società”.







